Mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur recita un famoso detto latino. Così è apparsa Airola. Espugnata. Mentre brucia(va), colpita dal rogo di un’azienda, di un centro di trattamento e smistamento rifiuti sotto sequestro in cui si erano accumulati rifiuti nonostante il sequestro. A dirla così sembrerebbe una barzelletta, ma è la realtà.
Airola brucia e, metaforicamente, brucerà a lungo. Perché è una terra offesa, dall’incapacità, dall’inefficienza della pubblica amministrazione, dal disinteresse. Un posto, Airola, una terra, trafitta al cuore e offesa dall’inerzia, dalla burocrazia, dalle responsabilità delle autorità che non hanno vigilato, dall’inefficienza di una giustizia che non funziona. Perché se sottoponi a sequestro un sito per presunti reati e poi in quel sito vengono accumulati rifiuti che quel sito forse neanche riuscirebbe a trattare nè dovrebbe contenere e poi in quel sito scoppia pure un incendio ed un gigantesco reato ambientale che devasta il territorio, la vita e la salute di chi lì vive e l’ambiente circostante, allora non si sta perseguendo la giustizia ne’ si sta tutelando l’interesse generale. Quindi, evidentemente, qualcosa non va. E qualcuno dovrebbe render conto e chiedere lumi all’amministrazione giudiziaria.
Allo stesso modo sorgono interrogativi sul capitolo bonifiche e sulla necessità che se quel sito fosse stato attenzionato, liberato, bonificato, quel rogo non sarebbe avvenuto. E qui entrano in gioco le responsabilità della politica, in primis della politica locale e poi di quella sovraordinata. Qualcuno si è preoccupato di attivarsi e di interrogarsi su attività di intervento su quel sito, per la prevenzione a tutela dell’ambiente e della cittadinanza?
E’ possibile che si deve arrivare sempre all’accadimento funesto per poi attenzionare e soffermarsi sul problema? La politica in questi casi, nel nostro disgraziato Sud, arriva sempre dopo, sempre tardi, sempre dopo il morto, sempre a disastro conclamato. Generalmente è così. La politica arriva per la passerella, per la commemorazione funebre, per la solidarietà, per l’assistenzialismo postumo.
Così ad Airola ove, addirittura, tranne l’impegno sincero di qualche esponente politico venuto da fuori, qualche altro esponente di partito sannita ha fatto la sua comparsa nell’anonimato che ne contraddistingue il ruolo, al fine di scattarsi foto con il Presidente della Regione accorso. Una sceneggiata dunque, una passerella che fa comprendere l’inconsistenza di una certa politica, il disprezzo per la sofferenza di Airola e della sua gente, una passerella che denota l’incapacità di connettersi e saper comprendere l’altrui dramma, il disinteresse per le problematiche dei territori, la mancanza di un’agenda politica seria e dell’ambiente come tema centrale della stessa.
Eppure non sarebbe complicato, soprattutto per chi riveste funzioni pubbliche e/o di partito, soprattutto se più giovane, comprendere che la politica vecchia di cui anch’essi sono espressione, dedita alla sola occupazione di ogni spazio di potere dentro e fuori dai partiti, non può più vivere nell’attesa, nel disinteresse, nella comparsa a disastro avvenuto.
L’ambiente è e deve essere il centro e la questione di ogni decisione, scelta ed impegno politico. Lo viviamo giornalmente e i cambiamenti climatici ci dimostrano come l’umanità sia a rischio se non sarà in grado di difendere l’ambiente. Perché il territorio non è nostro, lo abbiamo in prestito. E difendere l’ambiente è difendere le nostre vite e il nostro futuro.
Se la politica non sarà capace di comprendere che la priorità ambientale viene prima di tutto il resto non ne usciremo. L’ambiente è una priorità. Viene prima di tutto. Dovrebbe venire prima di tutto. La tutela dell’ambiente è vita. E le priorità richiedono prevenzione, quindi tutela dei territori e dei luoghi. Non bonifiche postume. Ma attenzione per i territori e bonifiche preventive semmai. Perché dopo il rogo il danno è fatto. E dopo la distruzione riparare i danni è enormemente più complicato.
Ecco: quando anche una certa politica sannita comprenderà questo non sarà mai troppo tardi. La bellezza e l’integrità del Sannio e delle aree interne, dei nostri comuni e di luoghi pieni di storia, bellezze e risorse come Airola meritano cura, prevenzione e tutela. Non passerelle. Inutili e vergognose. Ascolteremo, faremo, provvederemo. Dicono. Così proclama e promette la vecchia politica. Da sinistra al centro alla destra. Poi qualcuno, forse, li vedrà alla prossima tornata elettorale in cerca di voti. Per la prossima passerella. A loro piacciono tanto. Passerelle, sono solo passerelle. Ma la passerella di Airola triste e sofferente, vittima inerme, è più grave del solito.
I cittadini, nessuno, merita passerelle di fronte a momenti siffatti. E la riscossa di Airola, la reazione della cittadinanza attiva, l’impegno e la richiesta di verità e tutela, la difesa dell’ambiente partita dal basso a seguito di questo triste accadimento, rappresentano la dimostrazione che i cittadini sanno essere migliori della politica. L’impegno dei cittadini di Airola e la loro presa di posizione è e dev’essere un esempio per tutti. Perchè noi cittadini, insieme, siamo migliori di chi ci rappresenta. E, insieme, possiamo liberarci anche dalla politica delle passerelle. Cambiarla, pensionarla. Per costruire un futuro migliore per tutti. Lo meritiamo tutti, lo merita Airola ferita, lo merita l’ambiente, lo meritano i giovani e le generazioni che verranno dopo di noi.




