L’equilibrio del mondo contemporaneo oscilla costantemente tra chi fa un buon uso della ragione e chi invece si lascia ammaliare dal fascino di derive irrazionali, alimentate da polarizzazioni sociali, false notizie e una crescente sfiducia nelle istituzioni.
Qualche decennio fa, si diceva che i quotidiani a metà giornata fossero utili solo per incartare il pesce. Nulla è cambiato da allora e siamo consapevoli che i nostri articoli vivranno e moriranno nello stesso giorno.
Questa piattaforma vuole essere una porta aperta a tutti, uno spazio in cui l’analisi nasce dallo studio dei fenomeni, con l’umiltà di chi sa che deve sempre imparare.
Alcuni di noi cercheranno di leggere le traiettorie di un mondo contemporaneo in bilico tra imperialismi. Le mire neo – colonialiste volte ad accrescere le potenze tecnologiche attraverso l’appropriazione dei dati sollevano dubbi e paure. L’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone affronta proprio questi temi, soffermandosi sull’ analisi dei pericoli dell’intelligenza artificiale.
Le campagne di disinformazione, prodotte attraverso questi strumenti, possono destabilizzare i popoli e preparare il terreno per futuri disordini e conflitti mondiali.
All’interno di questo spazio non mancherà il racconto della nostra piccola provincia interna e sofferente che avverte il malessere del distacco dalle sue sane origini contadine, quando i suoi abitanti erano uomini e donne valorosi, dallo spiccato rigore morale. Smarrita e privata della propria identità è attraversata da decenni ormai dalla tendenza a chiudersi sempre più in un provincialismo gretto che alimenta pregiudizi e la soffoca.
La concentrazione del potere politico nelle mani di pochi genera inoltre la percezione di una distanza incolmabile. La rassegnazione stagnante che vi aleggia le dona quel tipico tono provinciale che sfocia in un immobilismo perenne. Non mancherà infine il racconto dei silenziosi fermenti di novità sparsi nella nostra società, nell’auspicio che possano generare un piacevole clima di risveglio e che possano finalmente tradursi in una perenne trasformazione.
Emanuele Porto




